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Fonte: www.fise.it
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DRESSAGE
Lo scopo di questa disciplina è quello di mostrare, attraverso vari
livelli di difficoltà nell’esecuzione degli esercizi, il grado di
addestramento raggiunto dal cavallo attraverso lo sviluppo armonico
dei suoi movimenti, il suo impulso, la sua fiduciosa sottomissione
agli ordini quasi impercettibili del cavaliere.
E’ una disciplina antica, che affonda le sue radici nel Rinascimento
italiano, quando le rinomate Scuole di Cavalleria erano frequentate
dai rappresentanti delle famiglie e dei casati più nobili, perché
il saper cavalcare e soprattutto il saper addestrare alla perfezione
un cavallo era considerata non solo una necessità (per motivi bellici,
per ben figurare in occasione delle parate o delle cacce, eccetera)
ma una vera e propria ‘arte’, al pari della danza, della musica, della
scherma. |
Le prove di dressage,
proprio perché devono dimostrare, senza eccessi ma al contrario con
la massima naturalezza, quanto sopra descritto, risultano assai impegnative.
Una gara (in gergo ‘ripresa’) dura infatti circa 7 minuti e prevede
circa 36 movimenti da eseguire secondo una logica successione davanti
a una giuria (da tre a cinque componenti, secondo il tipo di gara).
E’ dunque evidente quanto debba essere attenta la selezione dei cavalli
(sono quasi state ‘costruite’ delle razze apposite, come la olandese,
la belga e molte razze tedesche) e quanto sia lunga la fase di addestramento,
che può dunque durare degli anni. La gara maggiormente apprezzata
dal pubblico può essere definita la Kür, una prova in cui gli esercizi
vengono eseguiti nel rettangolo di sabbia sulla base di un accompagnamento
musicale e secondo una successione stabilita dallo stesso cavaliere.
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