Equigomma

Due belle sfere di vetro ambrato
in libreria dal 21 febbraio

Dopo "Quando l'automobile uccise la cavalleria"
di prossima uscita il nuovo romanzo di Giorgio Caponetti

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Questo giallo curioso ci riporta all'epoca del Rinascimento con Verrocchio, Leonardo, la famiglia Pavari e il mitico cavallo Leoni.
Un nuovo personaggio si affaccia sulla scena della narrativa italiana, è Alvise Pavari dal Canal, di professione ippologo, detective per hobby.

Nato a Torino, Giorgio Caponetti esordisce in pubblicità. Firma campagne importanti, ma il richiamo della natura è irresistibile: presto abbandona la città per dedicarsi alle passioni della vita: i cavalli, la musica e la narrazione in tutte le sue forme. Il suo primo romanzo, Quando l’automobile uccise la cavalleria, tinge di colori romantici e un po’ sinistri la nascita della Fiat, ed è già stato ristampato tre volte.

GIORGIO CAPONETTI
Due belle sfere di vetro ambrato
192 pagine, 12 euro

Alvise Pavari Dal Canal sta preparando un discorso per un’occasione importante: a giorni
interverrà a un convegno nientemeno che all’Accademia di Svezia. Cammina avanti e indietro,
rivolgendosi a un pubblico immaginario, quando il fedelissimo Toni lo interrompe con la
fatidica frase “Alvise, ghe xe un problema…” Oh, no! Quel palazzo sul Canal Grande ne ha
sempre una, e ogni volta sono spese colossali; non bastano certo gli affitti dei miniappartamenti
che Alvise ha dovuto ricavare nella casa avita. Oggi il problema è delicato, però: pare sia
ricomparso il fantasma di Rossana Pavari, l’antenata adultera che se la faceva con il Colleoni.
Anche il gattone nero di Alvise è nervoso e miagola, decisamente non è giornata per stare in
casa a scrivere. Alvise monta sul suo trabiccolo acquatico diretto a Sant’Erasmo, dove il suo
cavallo pascola felice. Ma una donna bellissima appare dietro un angolo, riappare all’osteria
della Brigida, evidentemente lo segue. È una biologa russa con strane idee in testa, dice che le
piacerebbe clonare il cavallo del Colleoni. Ha saputo che Alvise, nel suo studio, tra gli oggetti
di famiglia, ha una teca dove, leggenda vuole, sarebbero conservati i testicoli di quel mitico
cavallo. Una storia che porta lontano, ai tempi in cui Leonardo da Vinci aiutava il Verrocchio
in bottega, e disegnava cavalli; mentre Rossana Pavari Dal Canal, l’antenata, metteva al mondo
un maschietto che portava il marchio inconfondibile del grande condottiero di ventura, il cui
grido di battaglia era “Coglia! Coglia!”

redazione

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