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Gli antidoti alla crisi secondo il Presidente Nazionale della Coldiretti

E’ già passato il primo fine settimana di chiusure e limitazioni, anche nel nostro Paese, per cercare di frenare il diffondersi dell’epidemia (ormai classificata “Pandemia” dall’Oms) da nuovo Coronavirus . Anche il settore agroalimentare italiano ha dovuto subire il primo forte impatto negativo di questa emergenza sanitaria.

 

Diversi gli appelli a “far quadrato” e difendere, oggi più che mai, le nostre produzioni agricole e le materie prime derivate dagli allevamenti, anche da inconcepibili attacchi e speculazioni provenienti da alcuni Paesi che indebitamente hanno tentato di approfittare del momento di crisi in Italia.

 

Tra le altre, si è fatta sentire la voce dei vertici della principale Organizzazione Professionale Agricola italiana, ed anche oggi, lunedì 16 marzo 2020, appare una lunga intervista sul quotidiano “La Verità “ (a pagina 13) ad Ettore Prandini, presidente Coldiretti (siglata P.Flo. ). Il titolo dell’intervista è un virgolettato del leader  degli agricoltori italiani: “Coinvolgiamo fiere e ambasciate per farci apprezzare nel mondo “.

 

L’articolo è anche occasione per tracciare la rotta per la riforma del settore agricolo – come si legge nel sommario - : “Ci facciamo del male da soli. I nostri concorrenti come Francia, Germania e Spagna non hanno problemi a boicottarci senza scrupoli”, dice Prandini. Nel pezzo, si affrontano molti nodi cruciali, ancor più evidenziatisi in questo grave momento di crisi, come ad esempio il ruolo della filiera lattiero casearia per venir incontro alle necessità degli indigenti, alla questione etichettatura dei prodotti non ancora del tutto risolta, fino al reperimento della manodopera straniera nelle campagne.



Il timore di non trovare i generi di prima necessità, tra i quali il cibo, negli scaffali dei negozi del nostro Paese rimasti aperti per decreto, è del tutto ingiustificato – Sempre connesso alla emergenza Covid-19, un articolo sulla “Gazzetta di Parma “ (direttore responsabile Claudio Rinaldi) di oggi, lunedì 16 marzo 2020, a pagina 39, titola “Quattro italiani su dieci hanno fatto scorta di alimentari “ e parla di una indagine Coldiretti/Ixè prodotta in questi giorni di crisi per analizzare i comportamenti di chi, preso dal panico ingiustificato di non trovare i generi di prima necessità, tra i quali il cibo, negli scaffali dei negozi del nostro Paese rimasti aperti per decreto governativo, ha fatto incetta, invece di una normale spesa quotidiana.

 

C’è da dire che la confederazione agricola, anche grazie alla rete dei mercati contadini di Campagna Amica ha proposto soluzioni alternative alle code ai supermarket, oppure, in alcune zone del Paese nelle quali è stato possibile farlo, ha organizzato la consegna a domicilio di prodotti agroalimentari a chilometro zero.

 

Tra i prodotti più richiesti per una “spesa di prima necessità” anche latte e formaggi.

Le trattative in vista della chiusura del 31 marzo prossimo della campagna lattiero-casearia 2019/2020 andrebbero rimandate, secondo i coltivatori diretti di Novara e Vco – Sulla testata piemontese “Corriere di Novara “ di oggi, lunedì 16 marzo 2020, a pagina 18, un pezzo titola “Campagna lattiero-casearia, proroghiamo gli attuali contratti “.

 

E’ l’appello della Coldiretti Novara-Vco per rimandare le trattative contrattuali, in vista della chiusura prevista il 31 marzo prossimo, della campagna lattiero-casearia 2019/2020: “Con la situazione d’emergenza sanitaria in atto occorre confermare e prorogare gli attuali contratti e rimandare le trattative ad un momento economico più stabile”, afferma Sara Baudo, presidente dei coltivatori diretti novaresi e del Verbano-Cusio-Ossola. Il Piemonte – ricorda il “Corriere di Novara “ – è tra le prime regioni, a livello nazionale, per la produzione di latte, con 10 milioni di quintali annui, circa 2.000 aziende produttrici tra le più professionali al mondo e 51 specialità i formaggi, un settore in cui le province di Novara e Vco fanno ampiamente la loro parte.

 

Anche i responsabili locali della Coldiretti chiedono con forza l’adesione alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano .

REDAZIONE


Fonte: A.I.A. Associazione Italiana Allevatori
Camillo Mammarella

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