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CHI HA INVENTATO LA STAFFA?

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Staffe della Horse Plus ad elevata tecnologia. Sono le uniche al mondo con la molla integrata per il benessere e la sicurezza dei cavalli e dei cavalieri.

I grandi medici dell’antica Grecia come Galeno ed Ippocrate raccontavano che i cavalieri del loro tempo soffrivano di disturbi agli arti inferiori perchè costretti a cavalcare con le gambe penzolanti ai lati del cavallo e prive di sostegno. La rivoluzionaria invenzione della staffa ha sicuramente modificato il modo di cavalcare permettendo al cavaliere di spostare il peso verso il garrese mentre prima era spostato all’indietro determinando una certa sofferenza alle reni del cavallo.

 

Gli antichi romani come cavalcavano? Senza staffe!

Infatti nell’antica Roma la staffa era sconosciuta come anche presso i popoli Germanici, ma è molto probabile che gli Etruschi e gli Egizi la conoscessero e quindi i loro cavalli fossero in grado di sopportare distanze molto elevate. Purtroppo non ci sono prove del loro uso presso popoli così antichi.


Si racconta, però, che osservando alcune tribù asiatiche Attila, il flagello di Dio nel 400 d.C.,  notasse che usavano strumenti di ferro pendenti ai lati della sella dove i cavalieri inserivano i loro piedi mentre cavalcavano. Si accorse, inoltre, che l’andatura del cavallo era più stabile e le corse erano più veloci permettendo improvvisi ed inaspettati saccheggi dei poveri villaggi lasciati poi completamente bruciati e distrutti.

Attila capì l’importanza delle staffe e le introdusse nel popolo degli Unni che, essendo un antico popolo migratore,  abitante in regioni  molto aspre ed inospitali, ha dovuto imparare a sopravvivere in situazioni precarie ed estreme. L’introduzione di strumenti innovativi, per essere veloci a cavallo nelle  scorribande e razzie, era di fondamentale importanza per ogni  appartenente a questa antica popolazione asiatica.

I tre grandi condottieri che hanno portato alla storia questo popolo, Attila a meta’ del V secolo, Ghensis-Kahan, nato sulla Montagna Sacra nel 1162 e fondatore dell’Impero Mongolo,  e Tamerlano nato nel 1336 fondatore della dinastia Timuride, ebbero enormi successi nei campi di battaglia probabilmente ottenuti grazie anche all’uso delle staffe che permise loro d’avere la meglio sui loro nemici.

 

Anche la  produzione letteraria ci riferisce della staffa, infatti la letteratura dell’amor cortese medioevale ne fa menzione nel  manoscritto palatino la “Tavola Ritonda” del 556 d.C., legato alla leggendaria figura di Re Artù ed ispirato alle vicende  dell’illecito e tragico amore tra Lancillotto e Ginevra, moglie del sovrano.

Anche Maurizio (582 – 602 d.C.), Imperatore bizantino che combattè contro i barbari che premevano alle frontiere dei Balcani, cita la staffa nel libro sull’Arte della Guerra a lui attribuito, mentre Carlo Magno (742 – 814 d.C.) re dei Franchi, Imperatore del Sacro Romano Impero e re dell’Impero Carolingio, si racconta, si sia fatto seppellire con la staffa del suo cavallo.  Un omaggio al cavallo o era l’usanza del tempo?

 

L’uso della staffa, essendo un arnese di ferro indispensabile per salire a cavallo e per cavalcare si è diffuso, poi, in tutto il bacino del Meditteraneo ed oltre permettendo anche ai cavalieri dei nostri tempi di usufruire di tale utensile onde poter avere un giusto  assetto e rispettando, così, quel bellissimo quadrupede che ci permette emozioni indimenticabili ed evitare d’avere quei disturbi alle gambe che gli antichi medici avevano diagnosticato.

 

 

 

 

 

  

Dott. Marta Collina
Fonte: Ufficio Stampa - Olosmedica

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