Equigomma

78^ Mostra Nazionale di Lg: il Report di Anacaitpr.

Impegno, passione, tecnica e... linee femminili.

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Come titolo o slogan, le parole del titolo riassumono quello che è stata la 78^ edizione della Mostra Nazionale del CAITPR in Fieracavalli Verona 2015.
Cominciamo al contrario però, con i ringraziamenti che solitamente si mettono a fine report.


Innanzitutto, grazie a tutti gli allevatori partecipanti non solo per un’adesione ampia che ci ha portato come numeri di cavalli vicini alle edizioni più numerose. Se qualcuno vorrà prendersi la briga di contare, vedrà che, malgrado qualche defezione dell’ultimo momento, si sono superati i 70 soggetti.


Grazie agli allevatori più lontani in particolare, che sono tornati alla Mostra nazionale. Nel 2013 e nel 2014 vi era stata una presenza più ridotta che quest’anno è stata di nuovo compensata dai loro ritorni.


Grazie agli allevatori per l’impegno per come hanno preparato i soggetti in maniera pressoché impeccabile e per come li hanno presentati sia nei concorsi di morfologia che negli innumerevoli concorsi di attitudine o negli show/sfilate e presentazioni in cui sono stai protagonisti. Tutti hanno cercato di dare il meglio, e si è notato, con in più anche iniziative connotate da fantasia nelle presentazioni storiche (costumi, carri, ecc….).


Grazie ai Responsabili di Fieracavalli- Veronafiere che un pezzettino di cuore sulle razze italiane e sulla razza di casa, il CAITPR, ce lo mettono molto oltre l’inevitabile aridità delle esigenze organizzative ed economiche di far quadrare i conti. Inutile fare nomi, in quanto abbiamo avuto occasione di farlo nelle diverse cerimonie di premiazione da quella generale del sabato a quella del Campionato di maneggevolezza la domenica.


Grazie ai colleghi delle ARA che sono stati con noi alle volte durante tutta la manifestazione, certamente col cuore che batteva per i soggetti degli allevamenti della loro zona, ma dandoci anche una mano organizzativa generale.


Ottimi, e grazie anche a loro, i Giudici. Aldo Bolla che ha fatto di nuovo sentire la sua voce dopo molti anni di assenza con descrizioni dei soggetti che vanno ben al di là dei semplici parametri tecnici del LG. Bella la Sua affermazione che i gruppi davano l’idea di “una razza sola”…. Nel 1999 affermò in un commento in Mostra nazionale che nel ring sembrava ci fossero due razze… bene!


Non ha avuto torto in entrambi i casi e  significa che di strada ne abbiamo fatta. Roland Morat nel Campionato di maneggevolezza ha messo a nostra disposizione la Sua sempre più ampia professionalità che lo sta portando ad essere uno dei Giudici più stimati nel mondo degli attacchi Fise. A dire il vero, quest’anno ha avuto un compito facilitato dalla severità di applicazione formale dei punteggi circa la presentazione, l’abbigliamento ecc… adottata dai Suoi due colleghi che lo hanno preceduto nelle Tappe zonali, l’Avvocato Bruni per quella del Sud Italia e il Dr. Cotti per quella del Nord che meritano di essere citati per questo.Grazie, infine , al personale di segreteria sia quello di ANACAITPR che alle persone di supporto esterno.


Una bella edizione non solo per la tecnica ma anche per la passione di tutti.


Ma il “core bussines” del LG chiama, e dopo questa parte un po’ più romantica si deve passare agli aspetti più aridamente tecnici, anche se la qualità tecnica è frutto della passione e dell’impegno di cui si è appena detto.


I riscontri, in parte, sono i soliti: panoramica del meglio di ogni zona d’allevamento, preponderanza dei giovani soggetti entro i 3-4 anni di età che danno l’idea del progresso della selezione della razza. tutto confermato come gli anni scorsi. Interessante e molto gradita la presenza di nuovi allevatori ed appassionati alla prima partecipazione. Molto forti tecnicamente quasi tutte le categorie pur in numeri non amplissimi costretti anche dalla quantità di box disponibili per la razza. un’ottima campionatura di giovani soggetti entro i 30 mesi nelle categorie femminili, un’ancor più valida la qualità media nelle due categorie fattrici ed una notevolissima categoria 30 mesi maschi.


Insomma, tutto secondo il copione ormai consolidato da anni che sembra scontato ma non lo è. E’ frutto di lavoro, passione e tecnica.
Ma andiamo sul dettaglio tecnico, appunto. Sotto questo profilo i messaggi che sono usciti dalla Mostra nazionale sono 2:
-    La varietà di linee di sangue che si sta producendo
-    L’affermazione inequivocabile delle linee femminili.


Circa il primo punto se andiamo scorrendo le genealogie delle giovani categorie entro i 30 mesi troviamo una quantità di padri molto elevata. In totale su 37 soggetti abbiamo avuto 20 padri diversi. Non solo, in quanto eccettuati circa alcuni casi, gli altri erano tutti padri nati entro il 2007. Pertanto, produzioni che derivano dagli stalloni più giovani. Un circuito virtuoso in materia tecnica perché certifica un processo di selezione rapido, per quanto consentito da una specie come quella equina a lento ciclo biologico.


Questa situazione deriva senz’altro dal fatto di aver in un certo senso costretto il LG a lavorare con le proprie risorse maschili senza attingere alla periodica immissione di Bretoni. Discorso che negli anni scorsi aveva un po’ infiammato il nostro mondo. Ma siamo sicuri di averne proprio così bisogno? La qualità media delle giovani categorie è così modesta? Le possibilità di scelte genealogiche sui riproduttori con certificati “aperti” è così modesta?... guardiamo alle prime 6 posizioni della categoria che è sempre nella mente di tutti, quella dei giovani stalloni di 30 mesi. Troviamo 7 soggetti figli di 7 stalloni diversi alcuni più giovani altri più avanti i età come Izaac, Larmel o Sarli.


Troviamo Bumerag, Caroni’ pa, Benito e Boy, due fuori linea e due stalloni frutto ormai rigenerato dai passaggi generazionali delle classiche linee Gonzalez/Isard che sono adesso presenti solo come progenitori. Anche Larmel, Izaac e Sarli sono dei fuori linea per motivi diversi. Larmel, e Izaac per essere stati  “ripescati” in tarda età dopo aver vissuto un po’ ai margini della selezione di punta e Sarli perché, essendo uno stallone d’età (2002) è ormai poco frequente nella razza. Ma quel che più importa… i  primi  6 classificati sono tutti stalloni di punta per la selezione e impiegabili molto diffusamente per il miglioramento generale della razza. Ognuno magari, fatti salvi i primi 2 classificati, con una certa propensione o sui caratteri dimensionali o su quelli di eleganza, ma tutti di qualità.


Come ci si è arrivati? Semplice…ma non facile, è il frutto di scelte oculate ed intelligenti di alcuni allevatori: di quelli che hanno acquistato/utilizzato stalloni fuori linea nel 2010/2011/2012 e di coloro che sono andati a “pescarsi” il buon puledro da altri allevatori che operano con stalloni fuori linea. Allora, ciò significa che lavorando con attenzione è possibile mettere in gioco le risorse genetiche più diversificate che la razza mette a disposizione. E sottolineando ancora che si tratta di ottimi soggetti di qualità i quali, tra l’altro, sono stati pressochè tutti acquistati ed andranno ad operare e diffondere il loro patrimonio genetico in altre zone o su tutta Italia come nel caso di Giotto Zag acquistato da ANACAITPR per la fecondazione artificiale. Ciò dovrebbe moltiplicare la variabilità genetica e, comunque, assicurare miglioramento alla razza.


Ma passiamo alle linee femminili.


Da sempre nei commenti di accompagnamento alle presentazioni di morfologia si va sottolineando l’importanza della selezione dei ceppi femminili; se lo stallone fa la razza, i ceppi femminili ben selezionati fanno gli stalloni e le mamme di stalloni!


Quest’anno, a dire il vero, anche i commenti del Giudice Aldo Bolla hanno aiutato a sottolineare questi concetti che sono la base di una seria e proficua selezione di qualità in tutte le specie zootecniche. Siamo sempre tutti presi a guardare i riproduttori maschi perchè certamente sono quanto di meglio la selezione riesce a fare. Ma forse mai come quest’anno c’è stata una vera consacrazione dei ceppi femminili.


Una domanda sola senza nulla togliere a nessuno: quanti CP, quanti VG e quanti CM ci sono nelle genealogie dei soggetti di mostra 2015? In questo caso i suffissi aziendali ci danno una mano a individuarli in fretta. Ma c’è dell’altro, ceppi del Sud Italia, ceppi di allevamenti più recenti… ecc… oltre la metà dei soggetti Top di classifica vengono da genealogie femminili che derivano da capostipiti o gruppi di capostipiti femminili.


Frutto del serio lavoro, alle volte lungo, oscuro e pieno di insidie o delusioni, di tanti allevatori che hanno iniziato con pazienza tanti anni fa o in epoca più recente a lavorare seriamente sulle loro cavalle trattenendo in azienda le femmine migliori delle madri migliori. Acquistare buone femmine da allevatori avanti con il percorso selettivo è già un primo passo, ma poi bisogna “lavorare in casa”. Questo deve essere un messaggio chiaro per i più giovani. Anche i vari, CP e VG hanno cominciato così tanti anni fa. e alcuni lo stanno facendo ora. Può darsi che fra qualche anno potremo parlare di altri suffissi aziendali.


Insomma, la  Mostra 2015 ha messo in evidenza, e speriamo che non sia un caso ma solo la prima volta, il frutto di due momenti importanti per la selezione ma che devono intrecciarsi tra loro:
-    Le scelte tecniche generali che sono una competenza del Libro genealogico e dei suoi Organi decisionali;
-    Il serio lavoro di tanti allevatori a casa loro sui propri ceppi femminili.
Stiamo realmente e finalmente diventando una razza come detto dal Giudice Aldo Bolla?


Passiamo alle attività attitudinali e show. C’è un bel report specifico di Mario Rocco, che qualcuno dice essere “un po’ passato”, ma che invece ha fatto un gran lavoro (forse il migliore di sempre) spronato, può darsi, dalle critiche peraltro ingiustificate ed ingenerose di qualcuno. Il report tocca vari aspetti, qui nel report “ufficiale” parliamo di Campionato di maneggevolezza. Nuovi Campioni rispetto all’anno scorso ed è una cosa che certifica come la prova non sia facile. Ma soprattutto: giovani tanti, impegno, serietà, pulizia, eleganza formale e quant’altro possiamo dire.


Questo evento nato nel 2011 e supportato da Veronafiere (che ringraziamo di nuovo) sta dando i suoi frutti. E’ diventato quella palestra di formazione soprattutto per i giovani del nostro ambiente che si sperava dovesse diventare. I più attempati si sono impegnati a dovere per dare l’esempio a tutti quegli appassionati più giovani ed anche questo è un dato positivo, molto positivo. Le tappe territoriali di settembre (Santeramo e Isola della Scala) sono state molto utili a mettere tutti sulla strada giusta. Altrettanto importante l’apporto intelligente dei Giudici Fise che hanno collaborato in questo senso; benché fossero tre diverse persone hanno recepito molto bene le raccomandazioni dell’Ufficio centrale.  


L’altro obbiettivo del Campionato nel 2011 era quello di creare momenti di presentazione e di approccio alla razza in chiave ludico sportiva. Ci fu molta discussione in una famosa assemblea Attacchi a S. Rossore dove c’era chi sosteneva la necessità di dare vita ad un combinata (con la prova di dressage insomma, oltre a quella coni) chi era più morbido nell’approccio, ma tutti convinti dell’utilità della cosa. Anche questa iniziativa che sembrava un miraggio (e molti si saranno chiesti cosa avesse mai in testa il LG e l’Ufficio centrale in particolare) è una realtà su cui non bisogna “mollare”.  Gli obbiettivi devono essere chiari: dare una chiave di lettura nuova della razza e formare i giovani ad un possibile percorso in ambienti sportivi o, comunque, ad acquisire le regole almeno fondamentali del “buon condurre”. L’edizione 2015 è stata nel segno di questo percorso.


Insomma, l’edizione 2015 della Mostra Nazionale è stata davvero buona e l’ultimo cenno di ringraziamento (ma non per questo meno importante) va ad AIA che ha molto spronato le due Associazioni di razza interessate dalla Mostra nazionale perché le Mostre nazionali del padiglione Italialleva 2015 fossero un fiore all’occhiello nella precisa logica che se il nostro padiglione ha assunto grande rilevanza con le attività del Ring A, ha anche un cuore pulsante “allevatoriale” nel Ring B che dà lustro all’insieme.
 

Redazione
Fonte: Anacaitpr

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