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LA CACCIA

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Spostarsi per lunghi inseguimenti nella foresta o nella steppa per cacciare dalla groppa di un cavallo è stata sicuramente la prima cosa che l’uomo fece dopo aver addomesticato il cavallo stesso.

Una necessità di vita, quella della caccia, che in tempi rapidi si trasformò in arte venatoria vera e propria, selezionando cavalli appositi, dotati di resistenza fisica per superare grandi distanze e di grande coraggio per affrontare ostacoli e prede (nei Paesi anglosassoni venne selezionata una razza apposita, che prese il nome proprio di hunter, ovvero cacciatore), formando ‘equipaggi’, ovvero gruppi di cacciatori che avessero un ruolo ben preciso nella battuta di caccia, addestrando altri animali come partners indispensabili, ad esempio cani, falchi e persino ghepardi. Oggi la caccia a cavallo è sempre più spesso contrastata da gruppi di animalisti, anche in Inghilterra, dove la caccia alla volpe, quella più praticata, venne codificata nel 1787 dal duca di Beaufort.

Alla volpe, al cervo (quest’ultima era particolarmente diffusa in Francia) ad altri animali, vengono più spesso sostituiti dei ‘surrogati’, come ad esempio uno straccio imbevuto dell’odore di volpe, ricreato artificialmente, che viene fatto sfregare lievemente sul terreno da un cavaliere-staffetta, in modo da lasciare una traccia odorosa che la muta dei cani dei cacciatori
possa poi seguire.

E’ un ‘trucco’ che non toglie nessun fascino alla caccia, fatta di lunghe galoppate in aperta campagna, di salti di ostacoli naturali, di improvvise variazioni del percorso, di gradevoli soste.

In Italia, dove esistono alcune Società di caccia a Cavallo, la pratica di cacciare le volpi (allora autentiche) risale al 1836, anno in cui fu introdotta da George Stanhope, lord britannico, naturalmente.
Ancora oggi la caccia alla volpe viene praticata in molti Paesi del mondo secondo le regole originarie, di oltre due secoli fa, regole che riguardano abbigliamento, galateo, comportamento nelle varie fasi di un meet, nome con cui viene definita la battuta vera e propria.

Master è il nome del ‘direttore’ della caccia, mentre wipper è il nome di colui che, sempre da cavallo, comanda e ‘dirige’ la muta dei cani.

Redazione

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